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Tutto quello che bisogna sapere, o quasi, sull'Influencer Marketing

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Banner Blindness: la cecità ai banner da parte degli utenti

Signore e signori, a me gli occhi!

Un recente studio ha dimostrato che circa l’86% dei consumatori è, per così dire, “affetto” da quella che viene chiamata “banner blindness” ovvero la cecità ai banner. Si tratta di un fenomeno per cui il cervello “nasconde” le inserzioni riconosciute come pubblicità quando le vediamo sui nostri dispositivi. Questo capita perché, in media, un utente della rete è bombardato di pubblicità (anche aggressiva e fastidiosa) e spesso questi annunci sono percepiti come inutili o invasivi a discapito del contenuto della pagina. Siccome il cervello tende a nascondere ai nostri sensi quello che non è necessario agisce, in sostanza, come uno di quei programmi che bloccano gli ADV sui browser, non registrando l’informazione. Da questo possiamo capire come sia sempre più necessario, nel mondo del web marketing e degli ADV, trovare dei metodi alternativi a questa forma di comunicazione.

Se i consumatori smettono di essere ricettivi verso i banner o, addirittura, diventano scettici nei confronti di tutto quello che è percepito come “pubblicità” , come facciamo a veicolare il nostro messaggio?
In questi casi viene in nostro aiuto l’influencer marketing.

La credibilità si è spostata sempre di più dai media mainstream verso la cerchia di persone fidate del consumatore, portando l’opinione di un amico, o anche di un membro di una data community, ad essere percepita come più rilevante di quella di un banner pubblicitario. Un passaparola digitale, per spiegarlo meglio.  Dobbiamo, quindi, fare si che il nostro messaggio venga veicolato da qualcuno vicino alla sua cerchia e i micro influencer sono le persone indicate per questo genere di campagne. I micro influencer sono percepiti dai consumatori come figure amiche e riescono a parlare di un prodotto senza risultare fastidiosi e senza essere percepiti come superflui. In più, oggi perché la pubblicità funzioni veramente deve essere “celata”. Bisogna creare in primis contenuti richiesti dalla community online e successivamente inserire il nostro brand. In questo modo avremo un duplice effetto positivo:

1) Creeremo un contenuto interessante, coinvolgente e ricercabile in rete
2) Inserendo link al nostro sito da fonti definite autorevoli da google, non faremo che aumentare la nostra credibilità in rete e di conseguenza guadagneremo posizioni sui motori di ricerca

I micro influencer possono aiutarci a prevenire il fenomeno della “banner blindness” facendo diventare la pubblicità il contenuto stesso. Questo, però, deve avvenire senza compromettere la credibilità dell’influencer, pena la perdita di efficacia della campagna stessa.

Guidare l’attenzione dei consumatori verso il proprio prodotto in un mondo dove tutti, ogni giorno, sono bombardati dai banner e dalle inserzioni è diventato sempre più difficile. Questa sfida, però, non è senza soluzione, bisogna trovare il giusto equilibrio tra la propria presenza nella vita dei consumatori e la reale attenzione che essi possono darci.

adminBanner Blindness: la cecità ai banner da parte degli utenti
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